La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

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Siamo alle solite: l’ennesima notizia dell’insolvenza del Comune di Modica. Questa volta farne le spese è il Comune di Scicli che lamenta il mancato pagamento delle rate della transazione relativa al debito del Comune di Modica per l’uso, molti anni fa, della discarica di S. Biagio. Se non fosse stato per il vistoso e originale comunicato dell’amministrazione sciclitana della volontà di recedere dalla transazione a causa dell’inadempimento del Comune di Modica, la notizia sarebbe scivolata via come le tante altre che il partito democratico ha sempre denunciato. Il danno d’immagine della città di Modica ormai è conclamato e non sarà certo l’attuale amministrazione che potrà ripararlo perché non può trasformarsi magicamente da causa del danno a suo rimedio. Colpisce nella vicenda l’assoluto grado di sfrontatezza raggiunto dall’attuale sindaco di Modica: dopo sette anni di governo della città, ci vuole molta faccia tosta (per usare un eufemismo...) ad attribuire alle amministrazioni precedenti gli attuali disastri finanziari. Alte cime di sfacciataggine poi si raggiungono quando il sindaco dimentica di essersi insediato nel 2013 con una dote di 60 milioni di euro per saldare il debiti e che parte di essi sono stati restituiti perché, motivazione ufficiale, non sono stati rintracciati i creditori. Con tutta la buona volontà fatichiamo parecchio a immaginare il sindaco Abbate, con i soldi in mano, cercare disperatamente gli amministratori di Scicli per saldare il debito e questi nascondersi per non farsi pagare. Ci preoccupa, infine, la pretesa del Comune di Modica di voler compensare il suo debito con i soldi anticipati, anche al Comune di Scicli, in qualità di Comune capofila del distretto socio- sanitario n. 45. Perché se con i soldi ottenuti dallo Stato, in rappresentanza anche di altri comuni e per specifiche finalità, il Comune di Modica vuole saldare i suoi debiti allora è palese che nelle stanze di Palazzo S. Domenico c’è un problema serio circa l’osservanza della normativa amministrativa. Non osiamo immaginare cosa verrà fuori quando l’attuale amministrazione cesserà dal suo mandato.