La partecipazione è l'anima della democrazia

La partecipazione è l'anima della democrazia

Auri-gnazia

"Il democratico partecipato" di Modica, che per semplificazione chiameremo primo cittadino, ci attribuisce una “incredibile impreparazione amministrativa” riguardo la questione delle bollette del canone idrico che in questi giorni hanno invaso le case di noi cittadini.

Stiamo valutando se replicare in altri sedi e per altre vie a questa affermazione ma nel frattempo ci permettiamo sommessamente di fare presente che è tipico degli impreparati non rispondere alle domande con argomenti pertinenti e invece divagare sul nulla.

Avevamo chiesto di rendere noto ai cittadini il motivo degli importi spropositati e addirittura con cambi di destinazione d’uso delle prime abitazioni trasformate in seconde case.

Avevamo anche denunciato le difficoltà dei cittadini a contattare gli uffici preposti che erano e restano blindati a qualsiasi accesso.

La risposta è sotto gli occhi di tutti nella sua arrogante insufficienza perché i cittadini sanno che le bollette pazze non riguardano il 30% degli utenti (solo i non rinvenuti in casa come con approssimazione dichiara il primo cittadino) ma molti di più così come gli importi che non derivano affatto dalla media dei consumi degli anni precedenti; sono le bollette in mano ai cittadini a dirlo, non noi.

Quindi molto probabilmente saremo impreparati e sicuramente Lei signor sindaco sarà il primo della classe come, secondo il suo perenne dire, dimostrano i voti dei cittadini però da umili somari insistiamo nella richiesta di essere resi edotti su alcune questioni.

1) Come mai Lei da caposcuola ha cancellato i letturisti del comune e sta spendendo i soldi dei cittadini per rivolgersi ad una ditta esterna?

2) Come mai, molti dei modicani risultano non residenti e per poter regolare le anomalie che lei ha trascritto nelle loro bollette non riescono a comunicare con gli uffici amministrativi?

E, sempre brancolando nella nostra ignoranza, rinnoviamo anche le nostre passate richieste:

3) perché nell’alto della sua preparazione ha fatto bocciare il piano regolatore facendo sì che solo alcuni cittadini, grazie allo loro caparbietà , hanno potuto rivendicare i loro diritti e ottenere dalla giustizia amministrativa ciò che nell’interesse della città doveva fare Lei caro sindaco?

4) come mai, nel sommo della sua sapienza, abbiamo dovuto protestare vivamente per cambiare l’illuminazione del centro storico che Lei aveva, invece, reso sterile e fredda?

5) come mai a Modica non si vedono opere pubbliche da decenni e ha trasformato le strade cittadine come un enorme manto maculato?

6) perché i ripetuti piani di riequilibrio che Lei ha impostato sono stati sempre sonoramente bocciati dalla Corte dei Conti e visto che solo il benvolere del fato ha salvato la città da un disastroso dissesto?

Caro signore "democratico partecipato", che per brevità chiameremo sindaco, ci aiuti quindi nella nostra ignoranza a capire i suoi disastri cosi da poter lasciare ai nostri posteri nipoti una testimonianza del perchè della loro condanna a pagare i nostri debiti.

Modica, 12/10/2020

Partito Democratico di Modica