La partecipazione è l'anima della democrazia

La partecipazione è l'anima della democrazia

Diamo a Cesare ciò che è di Cesare

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di vedere il Sindaco mostrarci i locali del Palazzo dei Mercedari con il Museo Etnografico ivi contenuto. Un bel tuffo nel passato di una realtà rimasta anche troppo tempo chiusa. Se in qualche modo si potrebbe anche apprezzare la volontà di ridare alla fruizione dei cittadini un suo gioiello, non si può accettare il tentativo dell’amministrazione di nascondere la propria polvere sotto il tappeto di altri ossia glissare sulle proprie responsabilità e, nello stesso tempo, appropriarsi di meriti altrui. Il palazzo dei Mercedari è stato restaurato e ristrutturato con i fondi della legge n.433/91 previsti a favore delle zone colpite dal terremoto del 1990. Per ristrutturazione si intendono tutti gli ambienti, quelli che si vedono nel video del sindaco, incluso l'auditorium. Tutto era già stato completato ai tempi dell’amministrazione Buscema grazie anche al lavoro delle amministrazioni precedenti. Mancavano alcune opere di completamento relative a collaudi e servoscale, fondamentali per la fruizione al pubblico. L’amministrazione Buscema aveva intercettato fondi europei per questi lavori aggiungendo anche le opere interne di allestimento per il piano inferiore che era tutto vuoto. Questo finanziamento è andato perso per esclusiva responsabilità della giunta Abbate. Oggi si assiste solo a una "rispolverata" degli oggetti del museo etnografico allocato al piano superiore che è rimasto sempre lo stesso e che quindi, volendo, si poteva riaprire anche prima. Il problema rimane per il piano inferiore: a cosa intende adibirlo l’attuale amministrazione? Temiamo che si trasformi in una pletora di sedi di associazioni di vario tipo per la solita accozzaglia di cose cui Abbate ci ha abituato perché non abbiamo notizia di alcun progetto di musealizzazione, come i luoghi imporrebbero, e per il quale si era spesa a suo tempo l’assessore Anna Maria Sammito. Infine, le ultime due domande: con quali fondi sono state pagate, o ci si sogna di pagare, le pur minime essenziali opere ( e spolverate) per l’apertura al pubblico e, soprattutto, chi gestirà il Museo Etnografico?

Partito Democratico di Modica