La partecipazione è l'anima della democrazia

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Il lupo perde il pelo ma non vizio

Oggetto: Decreto legge 19 maggio 2020, art. 116: contratto di anticipazione di liquidità corrente tra il Comune di Modica e la Cassa Depositi e Prestiti: importo 43.914.007,63 euro.

Gentile Sindaco, in più di un’occasione ho avuto modo di chiederle l’elenco dei beneficiari dell’anticipazione di liquidità ottenuta dalla Cassa Depositi e Prestiti per l’esercizio 2020: si tratta di una somma ragguardevole: 43.914.007,63 euro, da impiegare per estinguere alcuni precisi debiti contratti entro la data del 31 dicembre 2019 (art. 116). E’ stato, ovviamente, presentato l’elenco dei creditori, l’importo di ciascun credito e, calcolato il totale, è venuto l’importo di quasi 44 milioni di euro che ci sono stati concessi in toto. Sin dal momento in cui l’elenco fu formulato e presentato sulla piattaforma elettronica del Ministero delle finanze, le chiesi copia di esso, ma sostanzialmente mi è stata denegata. Una volta col silenzio, un’altra con un rinvio (“Venga la settimana entrante”), un’altra con la scusa che non si disponeva dell’importo, un’altra ancora per l’assenza del segretario. Ciò, ovviamente, mi fece pensare che stesse tramando qualche manovra delle sue, a cui ci ha abituati sin dall’applicazione del DL 35/2013. La sua arte del rinvio, come tutti gli artifizi, naturalmente, oggi è arrivata al capolinea e per tanto comincio a capire gli obiettivi del suo diniego e a intravvedere i contorni dell’intera manovra. Anzitutto si ipotizza ciò che si intuiva. Lei ha voluto riattivarsi in un comportamento che la Corte dei conti le ha rimproverato quando ha messo in banca, senza erogarli agli interessati, alcuni milioni per mascherare alcune manovre d’indebitamento. Ma andiamo con ordine. I fondi sono arrivati il 13 agosto 2020: andavano quindi erogati, tutti, entro le 24 del 12 settembre successivo. Così vuole l’articolo 116, comma 8, che riporto per memoria: 8. Gli enti provvedono all'estinzione dei debiti di cui al comma 1 entro il trentesimo giorno successivo alla data di erogazione. Il mancato pagamento dei debiti entro il termine di cui al periodo precedente è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. La Cassa depositi e prestiti S.p.A. verifica, attraverso la piattaforma elettronica di cui al comma 3, l'avvenuto pagamento dei debiti di cui al medesimo comma e, in caso di mancato pagamento, può chiedere, per il corrispondente importo, la restituzione dell'anticipazione, anche ricorrendo alle modalità di cui al comma 6. I pagamenti sono stati effettuati ma l’elenco più volte chiesto, dei beneficiari coi relativi importi chiesti e pagati, per individuare coloro che sono stati pagati in toto, quelli che sono stati pagati in parte e quelli che non sono stati pagati affatto, non mi è ancora pervenuto. Per completezza accenno a due lettere pervenute dalla Cassa Depositi e Prestiti nei mesi di febbraio e aprile del corrente anno. Risulta, dalla lettera dell’8 febbraio 2021, protocollata in Comune al n. 0007050 del 15.2.2021, Tit. 5, Cl. 6, Fasc. 1, che, alla data dell’8 febbraio 2021 (data della missiva), ossia circa cinque mesi dopo la scadenza del termine di pagamento dei debiti, risultava inutilizzata parte dell’anticipazione conseguita per l’importo di 8.240.600,72 euro. Lei avrebbe dovuto fornire, ove tali risultanze non coincidessero con i pagamenti effettivamente erogati, i chiarimenti e le correzioni dovute. In mancanza avrebbe dovuto rimborsare la somma di 8.240.600,72 euro così come previsto all’articolo 7, comma 5, del contratto di anticipazione. Se non si continua con l’intralcio agli accessi documentali, desidero ricevere anche tutta la corrispondenza intercorsa con la Cassa Depositi e Prestiti relativa al Contratto di anticipazione sottoscritto il 3 agosto 2020. Con la seconda lettera, in data 30 marzo 2021, protocollata in Comune al n. 0015693 del 2 aprile 2021, Tit. 5, Cl 6, Fasc. 1, si chiarisce che la somma inutilizzata di 8.240.600,72 euro è stata confermata. Il rimborso complessivo a carico del Comune, dunque, ammonta a 8.308.795,81 euro, poiché alla somma originaria vanno aggiunti 68.195,09 euro di interessi, calcolati sino alla data del 15 aprile 2021, e maturati per l’utilizzo improprio di parte dell’anticipazione. Lo stesso accadde quando lei fu costretta a restituire 14 milioni di euro sui 64 richiesti sotto la vigenza del D.L. 35/2013. In quel tempo il Comune fu costretto a pagare quasi 300.000,00 euro di interessi e lei si giustificò adducendo errori di calcolo e il vantaggio di cui avrebbe beneficiato l’Ente per il minore importo della rata annuale di rientro. La Corte dei conti, ovviamente, capi che i suoi reali intenti erano quelli di mascherare la effettiva scopertura bancaria di fine anno. Le chiedo, dunque, di conoscere: -le ragioni per cui sono rimasti impagati ben otto milioni 240 mila e 600,72 euro di debiti; -i nomi dei relativi crediti delle persone impagate; -se ha rimborsato la somma e copia dei documenti di rimborso; -come intende provvedere per le somme ancora a rimborsare; -l’elenco dei debiti estinti -l’elenco dei debiti estinti in parte; -l’elenco dei debiti rimasti insoluti; -come intende provvedere per i debiti insoluti in toto o in parte; -l’effettiva scopertura bancaria al 31.12.2020 -l’effettiva scopertura bancaria al netto degli otto milioni non erogati. L’interrogazione è urgente. Ivana Castello Consigliere comunale del PD