La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

Il gioco delle tre carte


 OGGETTO: Decreto legge n. 73/2021, art. 52, comma 1. Misure di sostegno all'equilibrio di bilancio degli enti locali: interrogazione urgente.

Le sono certamente note le vicende che hanno riguardato e riguardano l’impiego degli strumenti di riequilibrio finanziario a favore degli enti locali. Mi riferisco alle somme che a suo tempo furono erogate dallo Stato mediante l’articolo 1, comma 13, del decreto legge n. 35/2013 (Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione e per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali) e ex Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34. In virtù di tali decreti il Comune di Modica ha avuto assegnati 64 milioni nel 2013 e 44 milioni di euro nel 2020. Non mi dilungo nei dettagli, ma si trattava di somme chieste in base a due precise masse debitorie del nostro Comune. Andavano, dunque, impiegate per supplire alle relative carenze di liquidità. In breve: innanzi ad una specifica massa debitoria e alla mancanza di liquidità da parte delle Amministrazioni, fu istituito, presso il Ministero dell'interno, un Fondo per andare incontro agli enti territoriali che soffrivano o, con riferimento al presente, soffrono, di cronica mancanza di liquidità. In quelle condizioni era indiscutibile intervenire. Sopratutto perché gli enti pubblici territoriali avevano finito per trasformarsi in una palla al piede delle imprese e di gran parte dei cittadini. La somministrazione di queste somme ha dato luogo ad alcune discrasie. Avrebbero dovuto essere utilizzate per pagare debiti e, invece, sono state impiegate, l’inventiva dei sindaci in questo campo non ha pari, per finanziare ulteriori esborsi. Così facendo alcuni vecchi debiti sono rimasti insoluti ed altri, nobile ma antico gioco di prestigio, sono sorti come allegri funghetti. Siamo in pieno dentro una bizzarrìa: avremmo dovuto risolvere alcuni debiti e, invece, questo fiume di denaro ha finito per occasionarne ulteriori. Raccontare i dettagli di quest’esperienza sarebbe piacevole ma anche lungo. Mi limito ad accennare, per i più curiosi, alle origini modicane di essa. Quando arrivano i 64 milioni a Modica che deve fare il responsabile finanziario? Deve registrarli in entrata, sicché è inevitabile che le attività schizzino alle stelle. Pagati i debiti, però, tutto dovrebbe rientrare nella norma, Ma non è stato così. Perché? Per la semplice ragione, lei caro sindaco lo ricorderà, che alcuni creditori,.se ben ricordo lo affermò anche pubblicamente, pur invitati a riceversi il pagamento rifiutarono di presentarsi. Le ragioni della mancata presentazione, resta inter nos, sono tutt’ora un impenetrabile mistero. Fatto sta che una parte di quel denaro restò (per mesi) depositata in banca per cui, anche se le spese lievitavano, non se ne percepì la formazione. Il conto bancario comunale era (apparentemente) attivo. I debiti si scoprirono quando la Cassa Depositi e Prestiti chiese il rendiconto e impose, finalmente, la restituzione di ben 14 milioni. Ricorda? L’uso anòmalo dell’anticipazione non era tuttavia, debbo dargliene atto, sua esclusiva prerogativa, ma qua e là si praticava nell’intero territorio nazionale. Sussistevano, ovviamente, anche altre irregolarità, e anche per esse la Corte dei conti chiese l’intervento della Corte costituzionale. Quest’ultima, quando si mosse, andò a scoprire non solo l’uso improprio (o l’abuso: che è lo stesso) delle somme concesse a prestito ma anche l’esistenza di alcune norme che agevolavano gli usi impropri. Il governo si affrettò a correggerle ma l’uso anòmalo continuò. Vennero ulteriori sentenze, sempre della Corte costituzionale, ma ad ognuna di esse il legislatore rispondeva applicando puntualmente correttivi che lasciavano spazio, quando non lo consigliavano, al cosiddetto errore, Infine è arrivata la costituzione di un Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL) ai sensi dell’articolo 39 ter, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con modificazioni nella legge 28 febbraio 2020, n. 8. Si attiva nei casi in cui l’intervento permesso (tra le pieghe della legge) dal legislatore ha determinato un disavanzo superiore al 10% delle entrate correnti accertate. Il Fondo è manovrato dal Ministro 1 dell’Interno di concerto col Ministro dell’Economia, entrambi d’intesa con la Conferenza Stato città ed autonomie locali, per coprire un disavanzo determinato col concorso degli organi di governo e, di poi, nella conversione in legge dei decreti, anche del Parlamento. In questa temperie la sua Amministrazione ha ricevuto ben 11.017.672,00 euro, collocandosi al quinto posto sul piano nazionale, dopo Napoli, Torino, Reggio Calabria e Salerno. Complessivamente gli enti aiutati sin ora sono 326 (Tab. n. 1) e Modica ha avuto la fortuna di collocarsi al quinto posto (Tab. n. 2). Tab. n. 1 – Distribuzione degli enti beneficiari Comparto Numero degli enti beneficiari Città metropolitane 0 Province 4 Comuni 320 Unioni di comuni Comunità montane 1 1 326 Totale FONTE: Riparto Fondo di cui all’articolo 52 del DL 73/2021 Tab. n. 2 - Riparto fondi per l’anno 2021 ai sensi dell’art. 52, comma 1, del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 Numero d’ordine 1 2 3 4 5 Comune Importo assegnato Napoli 246.540.400,00 Torino 111.928.915,00 Reggio Calabria 45.831.464,00 Salerno 33.149.816,00 Modica 11.017.672,00 Seguono 52 enti a partire da un milione in su: uno supera gli 8 milioni, due i 7, uno i 6, due i 5, due i 4, cinque i 3, dodici i 2, ventisette 1 milione e, tutti gli altri (269), più o meno abbondantemente sotto il milione. L’ultima è una Comunità montana, che presenta un fabbisogno di 6.506,00 euro. Fonte: Decreto MEF e MI, Riparto per l’anno 2021 del fondo di cui all’articolo 52, comma 1, del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106. L’aiuto erogato, ripeto per maggior chiarezza, si deve, se stiamo alla lettera della legge, agli «enti locali che hanno peggiorato il disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2019 rispetto all’esercizio precedente a seguito della ricostituzione del fondo anticipazioni di liquidità, ai sensi dell’articolo 39-ter, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162 (...), se il maggiore disavanzo determinato dall’incremento del fondo di anticipazione di liquidità è superiore al 10 per cento delle entrate correnti accertate, risultante dal rendiconto 2019 inviato alla BDAP(1)» (Ministero dell’Interno – Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 10 agosto 2021, terzo visto e articolo 1, n. 1). Noi, le domando, in particolare, saremmo i più meritevoli peggioratori del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2019? Vuole spiegare, e concludo questa prima parte dell’intervento, all’opposizione, ai concittadini e a me, come è stata calcolata tale somma, supportando la dimostrazione con i documenti mediante cui, legalmente, essa ha preso corpo? Mi rendo conto, lo dico all’eventuale lettore o ascoltatore ignaro di queste storie, che si è agito, in linea di massima, nella legalità (almeno formale) e che talune operazioni sono state supportate dagli (1) BDAP: Banca Dati (delle) Amministrazioni Pubbliche. Come può constatarsi, il testo della legge non è proprio adamantino. 2 organi di governo dello Stato. Perché, ovviamente, si suppone che lei abbia calcolato gli effetti delle sue scelte di spesa in base alla più recente (per taluni versi erronea) normativa di Stato. Il caso si è ripetuto in sede di stima del fabbisogno per il 2021, ove si contemplano, anche, i fondi necessari a coprire le minori entrate determinate dalla pandemia da Covid 19 e le maggiori spese sostenute per combatterla. Qui la situazione potrebbe essere effettivamente lusinghiera per Modica, considerato che si colloca al primo posto seguita da Trapani, Palazzolo Acreide e Arezzo. Mi rendo tuttavia conto che il discorso non può fondarsi solo sui ristori ricevuti: la spesa inevitabilmente deve ponderarsi con la consistenza della popolazione assistita e col lavoro (anti-covid) effettivamente compiuto. Ad ogni buon conto le somme ricevute dovranno essere rendicontate e se il rendiconto non dimostra la correttezza della spesa si potrebbe accedere ad una nuova lievitazione dei debiti. A prendere atto delle somme ricevute da alcuni importanti comuni della provincia di Ragusa (Vttoria 125.049 euro, Ragusa 142.877, Santa Croce 21.482, Scicli 53.916, Comiso 61.018, Pozzallo 431.988) sorge spontanea una domanda: a che si deve la enorme differenza di spesa covid tra Modica e tutti gli altri comuni iblei? Tab. n. 3 – Riparto fondi Covid 19 nel 2021 (Primi quattro comuni) Numero d’ordine Comune Importo assegnato 1 Modica 10.192.310 2 Trapani 8.780.140 3 Palazzolo Acreide 2.277.188 4 Arezzo 2.750.452 Fonte: D.L. n. 34/2020, art. 106. Si veda altresì l’Allegato A, Nota metodologica comuni, del MEF Vuole, per cortesia, illustrare in Consiglio comunale, anche questi dati a partire da come è stato possibile, analiticamente, conseguire i risultati supportati dalla erogazione dei dieci milioni? La ringrazio e mi pongo in attesa della sua, certamente documentata, risposta.

Modica, lì 24.09.2021

Ivana Castello Consigliere comunale del PD 3 4 5