La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

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Proprietà transattive

Ivana, Olivetti 2021

Mitt. Ivana Castello Consigliere comunale del PD

Al Sindaco Ignazio Abbate Municipio di Modica Sua sede

OGGETTO: Transazione debito verso Olivetti spa.

Le chiedo, Signor Sindaco, alcuni chiarimenti in merito a un debito minuto, si fa per dire, di 166.477,31 euro. Fu contratto dal Comune di Modica verso la Olivetti spa per l’acquisto di servizi che nei documenti, chissà perché, non sono specificati. Ho girato la domanda ad alcuni impiegati ma nessuno sapeva dell’esistenza di questa Società. Solo un impiegato mi disse che, in passato, ma tanti anni or sono, l’Olivetti produceva e vendeva macchine da scrivere. Pensava che l’innovazione tecnologica l’avesse spazzata via.

LA PRIMA BOZZA DI TRANSAZIONE Torniamo al debito. Il relativo importo è cresciuto a partire dal mese di marzo 2014 e ha toccato l’apice nel 2019. Gli incrementi annuali sono sintetizzati alla tabella 1: Tab. n. 1 – Costituzione, con apporto annuale, del debito Anno Importo Incremento rispetto all’anno precedente 7.354.03 22.462,07 13.275,30 -1.784,16 -2.324,04 -32.486,00 = 2014 7.354,03 2015 29.816,10 2016 43.091,40 2017 41.307,24 2018 38.983,20 2019 6.497,20 Totale 167.049,17 I debiti, com’è intuibile per chi conosce l’andazzo dell’Amministrazione, non sono solo quelli contratti tra il 2014 e il 2019. Lo rimarca la società incaricata di curarne la gestione, quando scrive, a pagina 3 dell’«Atto di definizione transattiva»: « 2) (...) le fatture oggetto del presente accordo (...) sono solo ed esclusivamente quelle descritte nell’Allegato A; » Il totale, dopo le modifiche introdotte col primo gennaio 2015 alla disciplina dell’IVA, si contrae a 166.477,31 euro. Nel 2018 il creditore ha chiesto un’ingiunzione giudiziale di pagamento per 137.371,91 euro. Non è una somma scelta a caso, ma quella che all’epoca era già maturata. L’ingiunzione è stata concessa ma il Comune, manco a dirlo, non ha pagato. Alla fine dell’aprile 2021, dunque, le parti convergono verso una soluzione transattiva. La proposta sembra sia venuta dal Comune ed è stata maturata attraverso un confronto telefonico durato più giorni. La parola 1 transazione, ormai, nell’idioma proprio di questa Sua Amministrazione, indica un passaggio quasi obbligato nei procedimenti di pagamento. Ha attraversato due fasi nella trafila degli anni in cui lei guida la città. In un primo momento fu concepita come scelta obbligata, nel senso che se un creditore voleva esser pagato doveva rinunciare ad una parte del credito; si considerava una sorta d’arma a doppia finalità poiché, sul fronte politico determinava apprezzamento e, di conseguenza, consenso e, sul fronte economico, produceva e produce risparmio in pro del Comune. Osservo, tuttavia, che comprime un prezzo già concordato; successivamente è divenuta sinonimo di « prender tempo soltanto » sia pure sotto la promessa di un pagamento più ridotto. Ne è un esempio il caso in discussione. Ad abbreviare la proposta e la controproposta furono che Olivetti rinunciasse al 20% del debito e che il Comune pagasse la somma riconosciuta in sede giudiziale, 137.371,91 euro, compresa l’iva maturata prima del capodanno 2015. Ricorderà, lo dico per i cittadini interessati, che col primo gennaio 2015 è entrato in vigore il cosiddetto split payment. Detto in breve consiste nel fatto che il Comune (e tanti altri enti pubblici) è incaricato di incassare (trattenere) l’iva dovuta dai suoi fornitori e di versarla, poi, all’Agenzia delle entrate.

I conti sono presto fatti: il debito complessivo era, al 31 dicembre 2019, di 166.477,31 euro; l’iva da versare, sull’intero importo, fu calcolata in 6.754,03 euro; se, dunque, sottraiamo quest’ultima al debito originario troviamo (166.477,31 - 6.754,05=) 159.723,28 euro, che è il debito netto verso l’Olivetti. Se sottraiamo, ulteriormente, il 20% di abbuono (iva compresa), salvo precisazioni (e sottrazioni) di dettaglio, si va dritti dritti a 133.155,44 euro, che è l’importo netto da pagare. Con questa definizione dell’accordo il Comune conseguiva un buon risultato e, non èsito a dirlo, poteva determinarsi un’entrata economica. La transazione, però, non è andata in porto. S’era ottenuto, anche, un pagamento dilazionato in otto mesi ma non se n’è tratto alcun benefizio. Il risultato è stato solo quello di « prender tempo » e di alterare un po’ i contorni della sua considerazione politica. In merito debbo dedurre che l’atto transattivo non sia mai andato alla Deliberazione di Giunta.

Diversamente negli archivi non ci sarebbero altre cinque bozze di transazione. In conclusione, nonostante l’accordo transattivo l’Amministrazione si è ecclissata, l’atto non è stato sottoscritto e, di conseguenza, non si è proceduto ad alcun pagamento. Si è perso o si è guadagnato solo del tempo prezioso. Lo ha perso l’Olivetti e lo ha guadagnato lei. La storia, naturalmente, non finisce qui. La vicenda, com’è intuibile, può finire solo con il pagamento.

Non voglio prendere in esame altre ipotesi. LA PRIMA LETTERA DI SOLLECITO Sono trascorsi cinque giorni e, al sesto, la bozza dell’aprile 2021 giace, non si sa bene se in evidenza o abbandonata, in qualche scaffale del municipio. Il 4 maggio 2021, registrata in protocollo al n. 20852, perviene una lettera della Fortnes. Contiene una bozza dell’atto di transazione. Leggo in attesa di chissà quale novità, ma trovo il testo assolutamente identico al precedente. Cambia però la lettera di accompagnamento, poiché con la prima la Fortnes si presentava e comunicava il suo incarico a gestire la transazione; con la seconda, invece, chiede notizie in merito alla bozza di transazione già concordata. Nel dubbio che siano insorte perplessità da parte del Comune, la scrivente si pone a disposizione per eventuali dilucidazioni e, comunque, allega copia dell’atto concordato.

LA SECONDA LETTERA DI SOLLECITO A distanza di un mese e quattro giorni (l’8 giugno) perviene una seconda lettera. La Fortnes chiede « gentilmente di ricevere riscontro in merito alla definizione dell’accordo transattivo ». Informa inoltre l’Amministrazione della pubblicazione del DL Sostegni bis n. 73, che allega in copia. 2 Il decreto « prevede un incremento di 1 miliardo del Fondo di liquidità per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione ». Spiega, testualmente, che: « La richiesta (...) deve essere presentata (...) tra il 14 giugno e il 7 luglio 2021 per le posizioni (i debiti, ndr) per le quali è già prevista idonea copertura di bilancio (sono escluse dunque le posizioni fuori bilancio). Successivamente i pagamenti dovranno essere effettuati entro 30 giorni dal ricevimento della liquidità ». Conclude che qualora sussistano debiti fuori bilancio (cioè non coperti da impegno di spesa) è necessario procedere immediatamente al riconoscimento. Diversamente non sarebbero pagabili. Detto altrimenti lei viene informata del fatto che a brevissimo termine potrà essere, se lo vuole veramente, in condizione di pagare il debito Segue l’atto di transazione concordato. Il suo invio mira a dirle che, se lo vuole, può ancora firmarlo.

LA TERZA LETTERA DI SOLLECITO: TANTO RUMORE PER NULLA Il 20 agosto 2021 sono pervenuti due fascicoli, con diverso numero di protocollo (39179 e 39186), costituiti da quattro documenti essenziali: a)la lettera di presentazione e accompagnamento; b) l’elenco dettagliato delle fatture e delle ricevute; c) l’atto di definizione transattiva; e d) l’estratto conto. Le lettere di presentazione sono identiche. Entrambe sono dirette al segretario Bella e recano un messaggio implicito in merito alla possibilità di sanare la posizione debitoria dell’Ente attraverso l’effettiva (non cianciata insomma) stipulazione di un accordo. Anche in vista dell’elargizione di nuovi fondi statali al Comune. L’atto di transazione e il resoconto dettagliato del debito sono immutati. Obiettivo della Fortnes è invitare il sindaco ad essere conseguenziale. Hai chiesto la transazione; l’abbiamo studiata, concordata e stilata: come dobbiamo, dunque, spiegare, al nostro dante causa (l’Olivetti), tanto lavoro per nulla? IL PAGAMENTO VERSO FASTWEB Lo stesso 20 agosto, col n. 39185, è pervenuta una quinta lettera. Mittente Fortnes ma per altra, ancorché simile, faccenda. Il Comune ha acquistato, presso Fastweb, alcuni servizi, così almeno pensiamo in mancanza di altri documenti, per cui dal 31 maggio 2017 al 30 aprile 2021, sono maturati ulteriori 48.270,46 euro di debiti. Non è una cifra esosa, per carità, ma lo diviene se, come nel caso in esame, non si paga. Questa somma, per altro, implicitamente si aggiunge alla precedente per cui si lascia intendere che si farà un’unica transazione. Lo si capisce dalla terz’ultima frase prima dei saluti: « Ovviamente i termini della precedente proposta andranno rivisti, data l’emissione di nuova fatturazione ». La « precedente proposta » è quella di cui abbiamo sin ora trattato. Si può ipotizzare, per tanto, che la Fortnes abbia esteso la riduzione del 20% ed abbia, poi, emesso fattura per inglobare nella transazione anche quest’altro debito. Non voglio parlare di scadenze eventualmente trattate, ma resta il fatto che agli atti mancano le fatture dell’Olivetti e quelle di Fastweb. Diversamente, avendole chieste, mi sarebbero dovute esser consegnate coi ringraziamenti per la collaborazione che, dai banchi dell’opposizione, si viene compiendo.

QUESITI A questo punto insorgono alcuni quesiti che subito le sottopongo: 3 - l’Amministrazione comunale, il 17 febbraio 2021, ha chiesto la stipulazione di un accordo transattivo sul debito di 133.155,44 euro(1). L’accordo, nel senso di incontro della volontà delle parti, è avvenuto ma la transazione non ha avuto buon èsito. Il primo quesito è dunque semplice: perché non è stato condotto a termine dopo alcuni mesi di corrispondenza anche telematica? Le sembra serio impegnarsi nell’attività di transazione e, raggiunto l’accordo, non dargli formale séguito? E, sopratutto: non sente il dovere civico di rispondere a tre lettere di sollecito? Non sarebbe più corretto dire che necèssita di un ulteriore paio di mesi di riflessione? Oppure che non intende, al momento, accedere alla transazione? - quello verso la società Olivetti è un debito in o fuori bilancio? Naturalmente la risposta deve, se è necessario, documentarmela; - trattandosi di debito di sicura delicatezza, almeno con riguardo ai servizi che ha permesso di acquistare, non sarebbe stato più opportuno procedere al suo riconoscimento immediato? Ciò, ovviamente, nell’ipotesi in cui non fossero riconosciuti; - la somma verso Fastweb è stata accorpata al precedente atto di transazione? - l’atto definitivo di transazione è stato sottoscritto? - In quale ufficio, se esiste, esso è conservato? La domanda ha una ragione nel fatto che l’ho cercato dappertutto, ma sembra che, in Municipio, non sia alcuno che lo conosca; - il debito verso Fastweb è coperto da impegno o è fuori bilancio? - Perché l’intero debito non è stato pagato con l’anticipazione di liquidità acquisita nel mese di agosto 2020? E, infine, le sembra corretto, verso la Corte dei conti e verso il popolo di Modica, tenere una doppia contabilità in modo da sfuggire ad ogni controllo di legge? Glielo spiego con parole più minute in modo che lo capiscano anche i cittadini lontani da queste « cose ». Lei tiene un bilancio che, per legge, deve rispecchiare, ripeto: rispecchiare, l’attività amministrativa del Comune. Compresa nell’attività amministrativa è una rata annuale di copertura dei debiti contemplati nel Piano di riequilibrio che la Corte dei conti annualmente esamina per fissare se sia rispettato o no. Razionalmente il piano di riequilibrio mira a contrarre la massa debitoria in atto e ad evitare che si costituiscano ulteriori debiti. Sin qui abbiamo detto, implicitamente, tre concetti: 1*. che esiste un’attività amministrativa (costituita da singole azioni o atti concreti); 2°. che all’interno dell’attività amministrativa è d’obbligo contrarre la spesa per coprire, annualmente, la rata di rientro del Piano assentito dalla Corte dei conti; 3°. che ogni anno la rata di rientro della massa debitoria deve figurare nel Piano di riequilibrio. Mi dirà che si è limitata ad osservare le prescrizioni di legge, ma io, che mi interesso realmente delle sorti di Modica, osservo che lei svolge una quarta attività. Lei produce, anzi crea, debiti fuori bilancio. Lo spiego per i cittadini. Sia 100 la spesa annua totale che un Comune riesce a coprire con tutte le entrate pur esse annuali. E’ obbligo che una parte di essa, supponiamo 20, sia impiegata per pagare la rata di rientro. Ne restano, dunque, 80 per le spese diciamo così ordinarie. Abbiamo dunque: -Disponibilità annuale effettiva: 100 -Spese di amministrazione (in bilancio): 80 -Copertura dei debiti da riequilibrare: 20 -Piano di riequilibrio: - 20. (1) L’importo è sensibilmente più basso di quello riconosciuto in precedenza dal Giudice. 4 E lei tutto ciò lo fa, poiché è il minimo per ottenere un visto senza lode e senza infamia da parte dell’autorità contabile. A tutto ciò, però, aggiunge un quarto rigo in cui registra qualche debito che è necessario contrarre per ragioni più o meno plausibili. Si deve considerare che tutte le entrate ordinarie, al momento in cui si contrae il nuovo debito, sono impegnate. Supponiamo che esso ammonti a 30 unità. Alla fine avremo un bilancio in equilibrio in cui i vecchi debiti si contraggono di 20. Tale diminuzione figura anche nel Piano di riequilibrio: -20. Le 30 unità di nuova spesa, però, non figurano né in bilancio, né nel piano di riequilibrio. Se figurassero la Corte dei conti dichiarerebbe, come per legge, il fallimento del comune di Modica.

Per evitare ciò la maggior spesa si annota in un calepino a parte che è, ovviamente, illecito. Corre voce che lei abbia costituito parecchi di tali debiti fuori bilancio, tra cui quelli relativi alla Olivetti. Diversamente non potrebbe spiegarsi la ragione per cui ha impegnato alcuni comunali nel lavoro di transazione con la Fortnes e, all’atto in cui si doveva sottoscrivere l’accordo, tutto favorevole al Comune, non l’ha sottoscritto. I modicani, questi meccanismi li hanno già capiti, e lei corre il rischio di arrivare alla prossima campagna elettorale anticipato dalla dichiarazione di dissesto. In bocca al lupo, dunque.

L’interrogazione è urgente.

Ivana Castello Consigliere comunale del PD 5