La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

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D-Daje

Finalmente il D-day è arrivato. Preannunciate con modalità che si volevano tenere nascoste, adesso Ignazio Abbate ha ufficializzato le sue dimissioni chiudendo con un anno di anticipo il suo mandato per accettare la sfida della candidatura alle regionali. Un percorso non semplice né agevole tenuto conto che la lista che lui ha scelto dovrà superare non senza difficoltà la soglia del 5% su base regionale e che aleggia lo spettro della personale ineleggibilità dato che la irrevocabilità delle dimissioni (venti giorni dalla comunicazione al Consiglio Comunale (e non dalla protocollazione) come voluto dall’art. 11 L.R. n. 35/97 così come modificato dall’art.5 L.R. n. 17/2016) non pare rispettare la tempistica prevista dalla normativa sulle candidature alle elezioni regionali. Il rischio che i voti che il candidato Ignazio Abbate riuscirà a raccogliere saranno di fatto inutili non è da escludere a priori e lo stesso dimissionario ne è ben consapevole. Pesante l’eredità che la sindacatura Abbate lascia alla città. In materia di bilancio, in nove anni l’amministrazione uscente non è riuscita a far uscire il Comune di Modica dallo stato di ente strutturalmente deficitario con tutte le conseguenze che ne derivano tra le quali, ricordiamo, l’impossibilità di assumere dirigenti o intervenire su settori con carenze di personale come, ad esempio, il corpo di Polizia Municipale. Abbate proclama di aver lasciato i conti in ordine: sarà il commissionario straordinario a dover sollevare i tappeti e far riemergere la drammatica realtà debitoria che il sindaco uscente ha incrementato e occultato. Sul piano delle opere pubbliche si registra lo zero assoluto o quasi: poche le opere pubbliche progettate dalle precedenti amministrazioni che sono state portate a compimento e nessuna nuova grande opera pubblica degna di tal nome progettata. Le edicole cimiteriali private rimangono ancora transennate e inibite ai parenti dei defunti, il polo commerciale attende ancora dopo nove anni di essere completato e così come il contratto di quartiere dimenticato in qualche ammuffito cassetto. In tema di urbanistica si assiste alla progressiva cementificazione del territorio (è ormai diventata di uso corrente nel comprensorio il termine modicanizzazione del territorio per indicare la cementificazione sfrenata) senza che vi sia in vigore un P.R.G. degno di questo nome. Su quest’ultimo Abbate tace perché persino lui è consapevole dell’irrimediabile danno che ha arrecato alla città. Preoccupante, infine, il livello di confronto democratico e politico in città ormai ridotto ai minimi termini con un Consiglio Comunale trasformato a una sorta di dependance dei voleri del “conte” e non più organo di controllo, dibattito e proposizione sulle problematiche della cittadinanza. La lista potrebbe proseguire ma oggi è il D-day, un giorno di festa. Modica torna libera e finalmente può iniziare a voltare pagina.
Partito Democratico

Circolo di Modica