La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

La partecipazione è l'anima della democrazia

Democraziamo insieme

Bolletta pazza reload

Al Presidente del consiglio comunale di Modica

Al sig. Sindaco del comune di Modica

Agli organi di stampa

Interrogazione consiliare a risposta scritta

Con riferimento alle bollette idriche diversi cittadini continuano a segnalare di non riuscire a mettersi in contatto con il personale dell’ufficio idrico. E’ possibile che tale problema, nell’attesa di avere i dovuti chiarimenti, possa indurre i cittadini a non pagare le bollette e/o spingerli a ricorrere alle autorità giudiziarie per ottenere il giusto riconoscimento delle loro ragioni con probabili conseguenze negative per le casse comunali. Con la presente si chiede all’amministrazione comunale, nella persona del Sindaco, se non sia opportuno sospendere i pagamenti fino alla riapertura al pubblico dell’ufficio competente permettendo quindi ai cittadini di chiedere legittimamente le dovute spiegazioni per bollette con importi di dubbia correttezza. Confido in una celere risposta scritta. Modica, 08.05.2021

Il Consigliere comunale PD Modica

Giovanni Spadaro

Mutu cu sapi u ...Covid

Notiamo un puritano silenzio sulla recentissima vicenda della dipendente di un locale di Marina di Modica trovata positiva al Covid. Condividiamo l’esigenza di non generare futili allarmismi ma riteniamo che il miglior modo per evitare tutto ciò sia dare notizie precise dei fatti accompagnandole con i provvedimenti presi per evitare il diffondersi della pandemia. Sorprende, infatti, il silenzio dell’amministrazione sulla vicenda: dal disseminatore di catonzi di cemento sul litorale modicano e star televisiva ai tempi del lockdown ci aspettavamo dei provvedimenti tra i quali la chiusura del locale in attesa dei dovuti accertamenti tra i dipendenti e gli stessi clienti che, nel rispetto della legge, certamente saranno stati censiti all’ingresso. Apprendiamo invece dai social (quindi con le dovute cautele circa la veridicità della notizia e salvo smentite) che il locale in questione ieri sera pare fosse ancora aperto e pienamente operativo. Possono esserci delle ragioni sulla mancata adozione dei provvedimenti o sulla non comunicazione degli stessi ma il cercare di far passare tutto sotto silenzio è il modo peggiore di affrontare la situazione perché si lascia campo libero al passa parola incontrollato e alla conseguente caccia all’untore e non si permette alla cittadinanza di adottare le misure di sicurezza individuale con la dovuta cognizione di causa. Sollecitiamo quindi l’amministrazione ad adottare tutti i provvedimenti previsti dalla legge e, per il rispetto delle persone coinvolte e di tutti i cittadini, di informare la popolazione di quanto sta accadendo in modo esauriente e con la massima trasparenza.

Modica, 07.08.20 

Su questo cemento edificherò la mia spiaggia

Siamo alla democratura: il sindaco la mattina si alza e decide per tutti. Si avvicina la stagione estiva e dovendosi permettere ai cittadini una fruizione delle spiagge in sicurezza, dopo aver consumato la colazione, il sindaco va a comprare più di mille aggeggi di cemento, stabilisce che devono essere posizionati sulle spiagge di Marina e Maganuco a 5 metri l’uno dall’altro e assolda la polizia privata perché vigili sul rispetto delle distanze. Confronto con le forze politiche in consiglio comunale sull’argomento? Tempo perso. E se poi qualcuno si alza e propone un’idea migliore? Meglio evitare. Munirsi del parere della Sovrintendenza che è l’unico ente chiamato a valutare della tutela del paesaggio? Inutili pastoie burocratiche; casomai se c’è qualche questione la si chiama per il suo noto ruolo di paciere altrimenti manco a stare a disturbarla. Scelta di materiali ecologici e riciclabili una volta dismessi? Fesserie di quattro utopici e poi non c’è nulla di più solido del cemento e della pietra, anche sulla spiaggia: la concreta sostanza prima di tutto. Chiedere quale gara sia stata bandita per l’acquisto di detti aggeggi e per l’affidamento del servizio, con quali fondi e quali costi, è compito delle forza di opposizione, verificare che le leggi siano rispettate è compito di altre istituzioni e le invitiamo a farlo. 

Ma che Razza di covid è? Sulla vicenda dei fondi regionali destinati all’individuazione dei presidi Covid in Sicilia, e in particolare della scelta dell’ospedale Arezzo di Ragusa, preme fare alcune considerazioni, tralasciando questioni campanilistiche ma avendo a cuore la salute dei cittadini. La nostra preoccupazione è quella di ritrovarci dinanzi ad un’ulteriore spreco di fondi pubblici che potrebbero invece essere destinati al rafforzamento di tutti i presidi sanitari regionali, migliorando i servizi e le prestazioni le cui carenze hanno determinato fin dai tempi remoti quelli che noi siciliani, con rassegnazione, usiamo chiamare “i viaggi della speranza”. Ci chiediamo se gli errori fatti in altri contesti del paese non possono rappresentare un monito per trarne insegnamento come ad esempio la fallimentare esperienza della trasformazione di un padiglione della fiera di Milano in una unità di terapia intensiva. Quell’esperienza, seppur fallimentare, in parte può trovare giustificazione dalla contingenza del momento dettata dell’emergenza e dai tempi strettissimi per intervenire. Oggi, invece, abbiamo più tempo e le decisioni dovrebbero essere ponderate, razionali e dettate dalle maggiori informazioni che ci giungono da tutti i contesti istituzionali. Una terapia intensiva non può vivere separata da tutto il resto dell’ospedale perché essa deve essere necessariamente integrata con tutte le altre strutture complesse di un ospedale. La cura dei pazienti necessita del supporto di altri reparti , come la cardiologia, l’infettivologia, la nefrologia e tutti una serie di reparti e di figure professionali che certamente non possono essere garantite da una struttura sanitaria come quella dell’ospedale Arezzo di Ragusa da tempo dismessa. Pur nelle perplessità che rimangono legate alle preoccupazioni che un centro Covid potrebbe recare nell’erogazione di altri servizi e prestazioni ordinari, che certamente potrebbero essere garantite con più personale e con adeguate misure di sicurezza e di contenimento, e con la speranza che l’attuale pandemia conosca una fine nel prossimo immediato futuro, rimaniamo convinti che le risorse finanziare disponibili devono essere destinate ad un progetto sanitario a lungo termine e di largo respiro e gli investimenti devono avere come unico obiettivo quello di guardare al futuro della sanità isolana, poiché in Sicilia, purtroppo, non si muore di solo Covid.